lunedì 28 marzo 2011

Italiano - Pirandello "Il Fu Mattia Pascal" La Trama

Il Signor Pascal era un uomo che viaggiava e seppe arricchirsi giocando a carte con un capitano di Liverpool. Con quanto accumulato egli riuscì ad acquistare campi, case, e vigne a Miragno, paesino Ligure in cui lui viveva. Morì durante un viaggio lasciando tutto alla moglie e ai due figli. La madre, che era inetta alle amministrazione di di un tale capitale, decise di affidare l’ incarico a Batta Malagna, amico del defunto marito. Egli però ne approfittò in ogni modo impoverendo la famiglia a suo vantaggio. Mattia e Roberto però crescono comunque serenamente e liberi da ogni pensiero morale, religioso ed anche scolastico. E’ infatti Pinzone il loro “insegnante”, egli infatti e divertirsi con i due ragazzi piuttosto che insegnargli qualcosa. Mattia cresce sviluppando un carattere impulsivo, allegro, ma soprattutto spensierato. Malagna non riesce ad avere figli dalla prima moglie malata e per questo (quasi a castigarlo per quanto a rubato) soffre moltissimo. Dopo la morte della sua “dolce metà” decide di sposare Oliva, rovinando così l’ amore fra lei e Mattia, che l’ aveva messa incinta. Così il Malagna, accettandolo come suo, riesce ad avere un nuovo erede. Da Batta intanto si trasferiscono la vedova Pescatore (sua parente) e l’ affascinante figlia Romilda. Pomino, amico di Mattia, se ne innamora e chiede allo stesso di avvicinarla a lui. Fra Mattia e Romilda, però, nasce involontariamente un forte amore e si sposano, nonostante il parere contrario della vedova. La vita del giovane Pascal da quel momento diventa un’ inferno, egli perde infatti ogni sua ricchezza residua e sua moglie comincia a non amarlo più, lasciandosi andare e diventando sempre più brutta. Egli è anche investito da una serie di devastanti disgrazie: i due figli messi al mondo muoiono uno dopo l’ altro e la madre, che è stata portatavia da zia Scolastica (sorella del padre di Mattia) dalle grinfie della perfida seninatrice di zizania quale era la vedova Pescatore, non riesce a resistere e muore di li a poco, lasciando devastato il povero Mattia. Il piccolo Pascal decide di cercar lavoro e diventa bibliotecario dell’ abbandonata biblioteca di Miragno. Il lavoro però consiste solo nel cacciare topi, ed è quindi troppo noioso, tanto da spingerlo a partire all’ insaputa di tutti per Montecarlo. Lì in una decina di giorni riesce a far fortuna vincendo 82.000 lire, una vera fortuna per quei tempi e che gli avrebbe permesso di risanare ogni debito. Il caso però vuole che gli si presenti una occasione all’ apparenza irripetibile e alcuanto ghiota: un modo sicuro di cambiare vita lasciandosi tutto alle spalle: su un giornale figurava infatti la notizia della sua morte, o meglio, la moglie e la suocera avevano identificato il cadevere di un povero ragazzo annegatosi vicino al molino alla Stia (vecchia proprietà dei Pascal e luogo del suicidio) come quello di Mattia. Egli allora, dopo aver letto la notizia, vede aprirsi davanti a se una nuova vita fatta di sola libertà ed una rottura col passato. Decide allora di non commettere più gli errori della vita precedente e quindi niente più legami con nessuno. Cambia allora aspetto: via la fede, eliminata la barba, si fa crescere i capelli e opta per un paio di occhiali colorati con lo scopo di nascondere l’ occhio storto. Era però necessario anche cambiare nome, e l’ occasione gli si presentò su un piatto d’ argento: in un dialogo tra alcuni signori non molto distanti da lui l’ unione di un nome di una persona ed il cognome di un’ altra gli fornisce l’ identità perfetta: Adriano Meis. Si inventa poi di essere emigrato che era ancora infante con il suo nonno (con cui è rimasto fino alla sua morte: cioè fin verso i dodici anni) dall’ America. Ora Mattia era morto e lui aveva cominciato la sua seconda vita. I suoi viaggi si alternavano da visite a città italiane a visite a città tedesche. Presto però si accorge che la sua libertà non era che frutto di un errore, quindi errata, che lo ha reso un uomo sconosciuto tanto alla legge quanto alle altre persone.

Italiano - Pirandello "Il Fu Mattia Pascal" In Sintesi


L’intera vicenda ruota attorno al personaggio di Mattia Pascal, protagonista e narratore della storia. Suo padre viaggiava e seppe arricchirsi giocando a carte con un capitano inglese di Liverpool. Con la grande fortuna accumulata riuscì a comprare case, vigne e campi nel suo paesino ligure, Miragno. Purtroppo, a causa di una malattia, morì durante l’ennesimo viaggio, lasciando la moglie ed i suoi due figli, Mattia e Roberto, soli. L’amministrazione della grande ricchezza dei Pascal fu affidata dall’ingenua donna al Malagna, amico del marito. Purtroppo si rivela una scelta sbagliatissima: tale amministratore pensa solo al proprio interesse e col passare degli anni tutti gli averi e le proprietà dei Pascal finiscono in mano sua, complice la cecità della madre di Mattia.

Nonostante il lento declino della famiglia, Mattia e Roberto crescono spensierati, liberi da ogni pensiero morale, religioso e scolastico. La loro educazione era stata affidata a Pinzone, un insegnante di poco conto che volentieri si lasciva coinvolgere dai due ragazzi e preferiva spassarsela e divertirsi con i suoi due “allievi” piuttosto che insegnare loro qualcosa di concreto.

Gli anni passano e Mattia cresce, maturando un carattere impulsivo, allegro e spensierato.

L’odiato Malagna non riesce ad avere figli dalla prima moglie malata e per questa situazione soffre moltissimo. Dopo la morte della consorte decide di mettere le mani sulla bella Oliva. Così facendo rovina la storia d’amore di Mattia con quella ragazza. Malagna si risposa ma il figlio che Oliva mette alla luce non è suo: è di Mattia. Decide di crescerlo ugualmente come se fosse stato suo, visto il suo grande desiderio di diventare padre ora realizzabile.

Da Malagna intanto si trasferiscono la vedova Pescatore e la bella figlia Romilda. La ragazza piace moltissimo a Pomino, amico di Mattia. Il giovane Pascal inizia a frequentarla per conto dell’amico ed involontariamente tra i due nasce un amore. Mattia è costretto a sposarsi, nonostante il parere contrario della vedova Pescatore ed una rovina finanziaria ormai troppo evidente.

Da questo momento la vita di Mattia diventa un inferno ed il ragazzo sembra perseguitato dalla sfortuna e dalle disgrazie. Si trasferisce in una casa umile perché ormai è senza ricchezze, la moglie non sembra più amarlo, perde la sua bellezza originaria ed i due figli che ella mette alla luce muoiono uno dopo l’altro, a causa della loro gracilità e mancanza di salute. In più la suocera lo odia moltissimo per il suo carattere e la sua povertà e con il suo comportamento violento e bisbetico rovina la tranquillità della casa. La mamma di Mattia è vittima di questa donna e di lì a poco muore. Solo la zia Scolastica riesce a contrastare il suo caratteraccio. Per vivere Pascal è costretto a cercarsi per la prima volta in vita sua un lavoro ed ottiene il posto di bibliotecario, lavoro alquanto inutile in un paese di analfabeti senza il minimo interesse per la cultura.

Il lavoro troppo noioso, limitato alla caccia ai topi ed alla lettura per ingannare il tempo, l’inferno in casa e la morte quasi contemporanea dei due figli e della adorata madre mandano in crisi Mattia.

All’insaputa di tutti parte da solo per Montecarlo, attirato dal gioco d’azzardo. La fortuna, incredibile ma vero, stavolta è dalla sua parte ed in una decina di giorni, tra conoscenze singolari e molte puntate fortunate riesce a moltiplicare la misera cifra iniziale fino alla bellezza di 82.000 lire, una fortuna per quell’epoca e forse la fine di molti suoi problemi.

Ma il destino non ha ancora finito di giocare con Mattia e sta per presentargli una nuova e favorevole sorpresa. Mentre pensa a come utilizzare al meglio i soldi vinti al casinò, cercando magari di pagare qualche debito e riscattando così qualcuna delle vecchie proprietà perdute, legge distrattamente su un giornale una notizia sconvolgente, la notizia della propria morte.

Secondo quel giornale Mattia Pascal si è suicidato vicino al molino alla Stia, una sua vecchia proprietà, a causa di dissesti finanziari e lutti familiari. Moglie e suocera lo hanno riconosciuto nel cadavere ritrovato nel fiume ed in via di decomposizione. E’ chiaro che lo sventurato suicida non può essere Mattia, in realtà la sua lunga lontananza senza alcun preavviso, una vaga somiglianza ed una nascosta speranza di vedere quell’odiato marito morto per davvero avranno spinto le due donne a riconoscere Mattia in un corpo estraneo.

Mattia, dopo la lettura di quella incredibile notizia, di quell’errore fortuito, vede apparire davanti a sé una nuova vita, fatta di libertà e la rottura di ogni legame con il passato. Mattia Pascal è ufficialmente creduto morto e solo lui sa che non è vero. Potrà vivere senza problemi e responsabilità come da giovane, anche grazie alla nuova ricchezza da non dividere con nessun creditore. Nella nuova vita inoltre non dovrà commettere gli errori fatti nella precedente e perciò da adesso in poi basta con i legami, fonte di problemi e responsabilità. Dopo vari accertamenti per essere completamente sicuro di quella svista incredibile, quasi impossibile, Mattia decide di diventare un altro e di non essere più Mattia Pascal, ormai morto insieme ai suoi problemi.

E’ necessario cambiare aspetto: via la fede e la folta barba appartenuta a Mattia, farsi crescere molto i capelli e usare occhiali colorati, necessari per nascondere l’occhio sbircio, caratteristica avuta fin dalla nascita. Mattia è morto, bisogna cambiare nome ed ancora una volta è il destino a suggerirgli come comportarsi: un dialogo tra due signori gli mette in testa il nome di Adriano Meis. Per evitare futuri problemi viene inventato anche un credibile passato, fatto di lutti e viaggi che gli avrebbe impedito di conoscere la sua famiglia, a parte un amabile nonnino che l’ha cresciuto ed educato. Da adesso in poi la vita di Mattia-Adriano è un continuo viaggiare per l’Italia e per la Germania, su un piroscafo, visitando le città più belle e famose, il tutto nella più completa solitudine e libertà. Ma una vita del genere, senza affetti, amicizie e legami stanca presto: Adriano si accorge che la sua libertà è solo il frutto di un errore, che l’ha reso un uomo sconosciuto ad tutti e dalla legge, inventato, misterioso, impossibilitato a qualsiasi operazione dove sia necessario dare le proprie generalità (non potrà quindi mai avere una proprietà e nemmeno una casa propria),geloso del proprio segreto.

Non potrà mai confidarsi con nessuno ed è condannato a vivere da forestiero.

A Milano inizia a riflettere seriamente sulla propria condizione di vita ed a scoprire a poco a poco tutti gli svantaggi non calcolati. Perfino l’acquisto di un cagnolino per la propria compagnia lo metterebbe in contraddizione: finirebbe con il legarsi a qualcosa e ciò non era assolutamente nei suoi progetti iniziali. Il dialogo con un uomo conosciuto in un locale lo porta a considerazioni sugli ideali intoccabili della vita, sull’importanza della famiglia e delle amicizie come sostegno e come morale.

Adriano decide quindi di cambiare, di trasferirsi nella bella Roma dove sistemarsi, magari in una camera affittata da qualche famiglia disponibile. Così Adriano entra in casa Paleari, dove conosce il singolare e buffo Anselmo padrone di casa, la figlia Adriana e la signorina Caporale. Grazie a questi personaggi Adriano potrà riflettere sulla sua condizione e cambiare ancora una volta. La riservatezza ed il carattere schivo di Adriano a poco a poco, col passare dei mesi, vanno sempre più scomparendo: Adriano la sera ama discutere con Adriana e la Caporale e scopre con sorpresa di essere amato da quest’ultima. Riscopre gli affetti, la soddisfazione di piacere e di essere importante per qualcuno: dentro di lui trova una nuova serenità e torna alla ricerca di legami forti. Adesso è capace di innamorarsi di nuovo e lo fa di Adriana. Questo nuovo amore è diverso da tutti i precedenti ed è sicuramente più puro, fatto di sguardi e di intese, visto il carattere timido della ragazza.

L’equilibrio in casa Paleari viene interrotto dall’inaspettato ritorno di Terenzio Papiani, il cognato di Adriana, marito della sua defunta sorella. E’ un tipo losco che vuole sposarsi con la giovane ragazza per non dover restituire la dote ad Anselmo. Ma la ragazza è amata da Adriano che non può sopportare tale ingiustizia. Così decide di ostacolare Terenzio, che si rivela sempre più falso e spregevole. Intanto Adriano decide di migliorare il suo aspetto estetico e contemporaneamente eliminare l’ultima traccia in lui di Mattia Pascal: il difetto dell’occhio, sottoponendosi ad una sicura operazione. L’esito è positivo ma Mattia deve stare quaranta giorni a riposo nell’oscurità della sua stanza. Tutti gli abitanti della casa cercano di fargli compagnia in modi più o meno apprezzati. Viene addirittura organizzata una seduta spiritica da Terenzio, ma ha solo lo scopo di prendere in giro Anselmo (l’unico partecipante che amava le teorie sul post-morte) e distrarre Adriano mentre un complice gli ruba 12.000 lire. Ma il protagonista è con le spalle al muro ed entra in una nuova crisi: non può assolutamente denunciare il furto come tanto desidera Adriana, altrimenti la polizia avrebbe indagato anche sul suo conto e scoperto che è un uomo inventato, senza passato.

Non può nemmeno amare la ragazza, accorgendosi solo adesso di nuovi e tremendi svantaggi che la sua condizione “idillica” gli impongono. In fondo lui è sempre un uomo sposato e non può né risposarsi, perché non può utilizzare il nome di Adriano Meis, né chiedere alla ragazza amata, tanto semplice ed onesta, un compromesso, un amore senza matrimonio, magari dicendole la verità sul proprio conto. E’ un morto che deve sempre morire ed è destinato a farlo in solitudine, senza ideali. Solo adesso si accorge di non essersi mai interessato alla religione. Inoltre in lui nasce anche un rimorso, un pensiero per il povero disgraziato suicidatosi alla Stia e scambiato per Pascal.

Adriano finisce col rinunciare a denunciare Terenzio e così facendo offende Adriana, che a sua insaputa aveva detto tutto in casa ed adesso viene smentita ingiustamente. Decide anche di far soffrire la ragazza con la gelosia per poterla allontanare da sé: in questo modo non lo amerà più e risolverà, forse in maniera triste e sbagliata, il suo problema. L’occasione per ingelosire Adriana è data da una visita in casa di una importante famiglia spagnola coinvolta in politica da sempre.

Qui Adriano rincontra la bellissima Pepita ed il suo ragazzo, pittore, Bernaldez (già conosciuti durante la seduta spiritica - rapina).Approfittando di un piccolo litigio tra i due, inizia a fare la corte alla bella ragazza ed ad offendere il pittore spagnolo. La lite tra i due uomini può solo risolversi con un duello mortale ed ancora una volta Adriano scopre un suo limite. Non potrà mai avere testimoni e farà la fine del vigliacco non presentandosi al duello con lo spagnolo il giorno dopo.

Immerso nei suoi pensieri Adriano arriva a riflettere su un ponte e qui…decide di far morire, dopo solo due anni di vita, Adriano Meis per poter finalmente tornare Mattia Pascal. Lascia sul posto un bigliettino assieme ad alcuni indumenti ed ancora una volta leggerà su un quotidiano la notizia della propria morte, la seconda. Pascal è rinato, pronto a tornare alla sua vecchia vita. A Pisa ogni aspetto estetico di Adriano scompare. Con i capelli corti e la barba lunga rinasce i vecchio Mattia, stavolta con l’occhio di Adriano, segno inconfutabile della sua seconda vita.

Decide di andare trovare per primo il fratello Roberto. Naturalmente quest’ultimo rimane stupito dalla vista del fratello creduto morto da due anni, ma in poco tempo si calma e può riabbracciare Mattia. Da lui viene a sapere che Romilda si è risposata col vecchio e ricco amico Pomino e che se tornerà a Mirano tale matrimonio sarà annullato secondo la legge. Così Romilda tornerà, con o senza il suo consenso, sua moglie. Ma il ritorno a casa è obbligatorio e così Mattia torna a Miragno, affrontando il proprio destino. Nessuno sembra riconoscerlo e quando entra in casa di Pomino succede un gran caos: Romilda sviene, il suo nuovo marito si preoccupa per il matrimonio da annullare e la vecchia suocera reagisce alla sua maniera, urlando come una matta. Ma davanti ad una famiglia felice, ad un figlio di Romilda finalmente sano, Mattia sa che non potrà intromettersi nella sua vita una seconda volta. Ormai è inutile fare valere i suoi diritti sul matrimonio: meglio vivere nel paese in disparte, lasciando le cose al loro equilibrio attuale e stabile. Così facendo Mattia ha sicuramente fatto la scelta giusta, abbandonando tutto ciò che non è più suo, perché stato del fu Mattia Pascal.

E mentre continua a lavorare come bibliotecario assieme a don Eligio potrà scrivere la sua incredibile storia ed andare ogni tanto a visitare la sua tomba, con la strana sensazione di sentirsi morto e sepolto laggiù, alla Stia, per un suicidio vicino al molino

La narrazione è condotta in prima persona; è Mattia Pascal, il protagonista, che raccontando ci fornisce il suo punto di vista interno con focalizzazione 0 (zero/onnisciente). L'onniscienza del narratore è dovuta dal fatto che lui racconta la sua storia a posteriori, quando questa è già successa; questo permette che al lettore vengano fornite anticipazioni degli avvenimenti che ne stimolano la curiosità.

Mattia Pascal scrive, su invito di don Eligio, la sua biografia sotto forma di diario, rivolgendosi direttamente al lettore, dialogando persino con lui.

L'ordine cronologico è regressivo, cioè lo scrittore ricorda fatti avvenuti in precedenza e va a ritroso nel tempo, salvo tornare al presente alla fine del racconto.

L’opera pirandelliana è caratterizzata da una grande quantità di personaggi (almeno una trentina) tutti differenti tra loro e tutti con una diversa importanza nella vicenda. Se alcuni sono fondamentali, altri potrebbero essere considerati quasi superflui ma servono ugualmente a creare un piccolo e verosimile mondo, fatto di sfaccettature e di personaggi molto eterogenei tra loro, per rappresentare quanto più possibile il reale. Ogni personaggio viene presentato da Mattia in modi diversi ma la descrizione iniziale è minima, spesso senza un accenno di aspetto fisico. Il carattere del personaggio che entra in scena si presenta da sé, indirettamente, attraverso lo sviluppo della vicenda. Dalle sue azioni e dai dialoghi è possibile capire anche il suo modo di pensare. Infine si nota che alla fine della storia l’unico che veramente è cambiato e maturato rispetto alla condizione iniziale è il protagonista Mattia Pascal. Quindi tutti gli altri personaggi a parte lui hanno la funzione di cornice.

Mattia Pascal – Adriano Meis il protagonista dell’opera, che attraverso un enorme flash back ci racconta la sua vita singolare, nella quale ha potuto morire formalmente per ben due volte.

Mattia Pascal proviene da una famiglia benestante le cui finanze, però, sono venute a mancare con la morte del padre a causa della cattiva amministrazione del patrimonio da parte di Batta Malagna. Mattia non è particolarmente avvenente: ha un volto placido e stizzoso, è minuto, ha il naso molto piccolo, come il mento, del resto, ed è costretto a portare un paio di occhiali tondi per curare lo strabismo di uno dei suoi occhi; ma era pieno di salute, e questo gli bastava. Si preoccupa del proprio aspetto solo durante la trasformazione Mattia-Adriano, per un fine preciso .Con l’operazione all’occhio capisce di amare di più sé stesso.

Tra il protagonista della vicenda e la madre c'è un ottimo rapporto di stima, rispetto e tenerezza. Tra Mattia e Roberto, il fratello, il rapporto è più di complicità.

Romilda non sembra essere molto importante per lui e l’unico suo grande amore è sicuramente Adriana, che con la sua dolcezza ha saputo conquistarlo in un momento di trasformazione morale.

Mattia, insieme al fratello Roberto è cresciuto senza preoccupazioni ed anche nelle situazioni più difficili assume un atteggiamento tranquillo e sarcastico .Si preoccupa della sua libertà, di avere meno problemi possibile e di divertirsi, almeno da giovane. La prima svolta che cerca di dare alla sua vita è il matrimonio con Romilda. Col matrimonio e la difficile condizione in casa inizia a sentirsi troppo legato alle cose materiali, ai soldi che non bastano mai e cerca una via di fuga, un ritorno alla vita semplice e divertente che ha potuto fare da piccolo.

Scappa all’insaputa di tutti a Montecarlo, per fuggire dai propri problemi e per stare da solo.

Alla roulette il destino e la fortuna gli offrono molti soldi che, insieme alla notizia incredibile della propria morte gli offrono l’occasione di abbandonare una vita fatta di problemi e di iniziarne una nuova, perfetta. Così diventa Adriano Meis, ma durante i suoi lunghi viaggi scopre quanto sia insignificante una vita senza legami, senza responsabilità ed affetti. Tutto questo lo spinge a tornare Mattia, ma ormai è troppo tardi. La sua scomparsa ha permesso alla famiglia ed alla moglie di sostituirlo, creando una nuova e sconosciuta armonia. Con la sua esperienza è maturato, cresciuto ed ha scoperto gli ideali a cui fare riferimento nella vita, ma non può avere una seconda possibilità. Ad un uomo come lui, vittima del destino e della sua volontà di cambiarlo, non rimane altro da fare se non commiserarsi davanti alla propria tomba, la tomba del fu Mattia Pascal.

Mattia Pascal ha una vera e propria devozione nei riguardi della sua santa (cap. III) madre, il rapporto fra i due è di tenerezza e stima.

La madre è molto pacata, placida, quasi infantile. Ha una voce e una risata nasale che sembra la faccia vergognare. È molto gracile e spesso malata dopo la morte del marito, anche se non si lamenta mai dei propri mali. Ciò che probabilmente più la preoccupa è la sorte dei due figli, rimasti praticamente senza nulla dopo la morte del padre e dopo che la stessa signora Pascal aveva lasciato tutte le sue ricchezze e proprietà sotto l'amministrazione di Batta Malagna, poiché inetta a questo genere di faccende: non è capace di gestire da sola la grande ricchezza lasciata dal marito e lascia l’intera amministrazione dei suoi affari e delle sue proprietà al Malagna. Non accorgendosi degli imbrogli fatti alle sue spalle può solo facilitare la sua rovina.

Quando Mattia si sposa con Romilda non riesce a sopportare la vicinanza della violenta e bisbetica vedova Pescatore e finisce con il diventarne una vittima. Fugge di casa con la sorella ma la morte la colpisce dopo poco, a causa degli affanni e dei feroci litigi subiti in precedenza.

Zia Scolastica è la sorella del padre di Mattia, è completamente differente dalla sorella e Mattia se ne accorge fin da piccolo. Aveva molta più paura di lei che dei leggeri rimproveri della madre. Spesso apre gli occhi alla sorella su ciò che avviene attorno al lei ed è l’unica donna capace di vincere una lite contro la vedova Pescatore, perché ha un carattere ancora più forte e duro di lei e sicuramente più saggio.

Scolastica nutre davvero un grande rancore nei confronti dell'amministratore del patrimonio del fratello e vede come unica soluzione dello scempio che compie Malagna un nuovo matrimonio della cognata, semmai con Gerolamo Pomino, un suo vecchio corteggiatore. La madre di Mattia rifiuta però la proposta, Zia Scolastica così la accoglie nella sua casa per sottrarla alle angherie della consuocera e della nuora, e fa lo stesso col nipote Mattia tornato a Miragno dopo che per anni tutti lo credevano morto.

Batta Malagna è il disonesto amministratore delle ricchezze della famiglia di Mattia. Approfittando della ingenuità e buona fede della moglie del defunto Pascal, riesce ed agire indisturbato ed a diventare a poco a poco molto ricco. Non ha rispetto per l’amico defunto e la sua famiglia, non si fa scrupoli a dirigere la sua attività in modo sbagliato, costringendo i Pascal a vendere una dopo l’altra tutte le loro proprietà, per poi acquistarle ad un prezzo stracciato e goderne i frutti. Mattia, cresciuto nella spensieratezza totale a causa della madre non se ne preoccupa e non si meraviglia una volta arrivata la povertà.

Aveva un viso lungo incorniciato da baffi melensi e pizzo; il pancione era languido (cap. I) che sembrava arrivasse fino a terra, le gambe corte e tozze: insomma, secondo Mattia, aveva il volto e il corpo che più non si addicevano ad un ladro come Malagna.

Questo personaggio sembra punito dal destino per le sue azioni disoneste: è continuamente afflitto perché non riesce ad avere un figlio. Anche in famiglia non si comporta in maniera corretta. La sua prima moglie era malata e non poteva bere vino a mangiare i cibi più gustosi. Ma lui non si cura di questo ed a tavola sembra provocarla, mangiando e bevendo con gusto ed in modo plateale ciò che per la moglie lì presente è veleno.

Si inserisce negativamente anche nella vita sentimentale di Mattia, come se averlo rovinato economicamente non fosse stato abbastanza. Una volta morta la prima moglie decide di sposarsi con la bella Oliva, rovinando il primo amore di Mattia. Infatti i due ragazzi si amavano e da lui Oliva aspettava un bambino. Ciò nonostante Malagna decide di accettare quel figlio di Mattia come suo. Così finalmente potrà diventare padre. Mattia su questo fatto ironizza arrivando a definire Malagna in un certo senso onesto. In fondo tutte le ricchezze accumulate da quell’amministratore a forza di rubare e truffare i Pascal sarebbero un giorno passate a suo figlio, così tutto sarebbe stato restituito. Mattia ama scherzare in questo modo sarcastico e pungente.

Marianna Dondi – vedova Pescatore è la madre di Romilda e cugina di Batta Malagna, è una vera strega secondo Mattia Pascal, cui cerca di impedire di mantenere una relazione con la figlia poiché lo ritiene uno sfaccendato e inetto. Nonostante preferisca la "candidatura" di Batta Malagna come marito della figlia, si arrende alla scelta di questa di sposare Mattia. Tuttavia non accetta la sua misera condizione di vita dovuta al matrimonio della figlia con Mattia, ormai poverissimo. Quindi fa di tutto per vendicarsi e, da brava suocera, è la causa principale dei litigi in casa Pascal, spesso troppo violenti. Il suo personaggio esprime sicuramente antipatia ed è divertente vedere il comportamento di Mattia nei suoi confronti, quanto poco venga considerata e rispettata.

Romilda Pescatori è la figlia di Marianna Dondi; appare molto cortese e gentile nei confronti di Mattia quando si incontrano per la prima volta nella casa dove lei vive con la madre. Mattia Pascal si innamora subito di quegli occhi belli, di quel nasino, di quella bocca (cap. IV). Romilda, durante un incontro con il protagonista del romanzo giunge persino a pregarlo di fuggire con lei per potersi liberare della oppressiva presenza della madre. Il matrimonio tra i due viene imposto e nasce quasi per gioco. Infatti Mattia si era avvicinato a lei solo per conto dell’amico Pomino e per toglierla dalle grinfie del Malagna.

Ma presto l'atteggiamento della giovane cambia radicalmente: rimasta incinta di Mattia vuole che la paternità del figlio sia attribuita all'arricchito cugino della madre, Batta Malagna, ma quando quest'ultimo decide di tornare da Oliva, la moglie, rimasta a sua volta incinta(di Mattia), Romilda accetta di sposarsi con Pascal. I nove mesi della gravidanza sono vissuti dalla giovane in una maniera tremenda e riversa la sua sofferenza sul marito che stenta a sopportarla.

Soffre della condizione in casa Pascal, dei continui litigi e non può fare a meno di seguire le scelte della madre. E’ di carattere debole e tutto ciò si trasmette alla sua salute: perde la bellezza giovanile e i due figli che mette al mondo, essendo troppo gracili per sopravvivere, muoiono entrambi.

Quando Mattia Pascal torna a Miragno dopo anni di assenza, Romilda si è risposata con Mino Pomino e i due hanno avuto una bambina la cui purezza e innocenza convincono lo stesso Pascal a non fare rivendicazioni a proposito della madre.

Alla vista di Mattia sviene per l’emozione. Sembra trovarsi davvero bene col nuovo e ricco marito: è tornata ad essere la bella Romilda di gioventù ed il figlio di Pomino è nato sano e sta benissimo.

Adriana Paleari è la figlia di Anselmo Paleari, proprietario della pensione di via Ripetta a Roma dove Mattia Pascal, sotto l'identità di Adriano Meis, alloggia durante il suo soggiorno nella capitale.

Quando il protagonista del romanzo vede per la prima volta Adriana ella gli appare tutta confusa, una signorinetta piccola piccola, bionda, pallida, dagli occhi cerulei, dolci, mesti, come tutto il volto (cap. X) e gli appare anche molto giovane. Veste di nero a causa della recente morte della sorella maggiore.

E’ una ragazza pura, gentile, educatissima, tenera e discreta ma allo stesso tempo è responsabile di sé stessa e di tutta la famiglia.

Adriana è molto religiosa: detesta la passione del padre Anselmo per ciò che è occulto e le sedute spiritiche cui partecipa soventemente; è sempre molto pacata e tranquilla in ogni occasione; solamente una volta durante il romanzo ha una reazione violenta, quando Mattia Pascal-Adriano Meis, scoperto il furto del denaro commesso dal cognato della stessa Adriana, le confessa di non voler denunciare il fatto. La reazione, così insolita per il suo carattere, è dovuta al fatto che Terenzio Papiano la voglia sposare per ottenere il denaro della sua dote, e il furto che questi compie ai danni di Mattia-Adriano sarebbe la maniera migliore per sbarazzarsi definitivamente dell'avido cognato.

Anselmo Paleari, padre di Adriana, è il sessantenne proprietario della pensione di via Ripetta a Roma.

Quando Mattia lo incontra per la prima volta, nota il suo torso nudo roseo, ciccioso, senza un pelo.

Paleari, agli occhi dello stesso protagonista del romanzo è un uomo completamente estraneo rispetto alla realtà che lo circonda a causa delle sue noiose riflessioni che espone continuamente al povero Pascal-Meis. Ormai non può più lavorare e tutta la sua vita è dedicata alla lettura, alla filosofia ed alle riflessioni sul suo tema preferito: l’occulto. L'occulto è l'argomento che più interessa ad Anselmo e organizza spesso sedute spiritiche con lo scopo di richiamare le anime dei morti.

Terenzio Papiano era il marito della sorella di Adriana, morta senza avere avuto figli.

È un uomo sui quarant'anni, con occhi grigi, acuti e irrequieti (cap. XII) calvo, alto, robusto e con evidenti baffi brizzolati.

Papiano non ha scrupoli: dovendo restituire ad Anselmo Paleari la dote della moglie morta, cerca piuttosto di indurre Adriana a sposarlo in modo di non dover più consegnare al padre il denaro che gli doveva, e sfrutta l'aiuto di Silvia Caporale, un'altra ospite della pensione rimasta impoverita dopo avere affidato ogni suo avere allo stesso Papiano. Notando però l'interesse di Pascal-Meis per la giovane che ha preso di mira, Terenzio cerca di avvicinarlo a Pepita Pantogada, nipote del Marchese di Auletta presso cui lo stesso Papiano lavora come segretario, ma non riesce nel suo intento. Papiano, allora, con l'aiuto del fratello, sottrae a Mattia-Adriano una forte somma di denaro (dodicimila lire )come ricompensa del suo interessamento per Adriana.

La signorina caporale, un personaggio minore, è una donna brutta e zitella, che si consola con l’alcool della propria misera condizione. Ha avuto una volgare relazione con Terenzio ma è stata solo usata. E’ lei che suggerisce ad Adriano l’operazione all’occhio e nei suoi confronti diventa sempre più curiosa ed invadente. La compagnia e le chiacchierate con il curioso coinquilino la fanno innamorare ma il suo sentimento non verrà mai contraccambiato. Ha una grande complicità con Adriana, ma spesso finisce solo con fare arrabbiare o mettere in imbarazzo la giovane ragazza.

Pomino è un personaggio di seconda importanza, con un carattere mediocre se paragonato a quello del protagonista. Amico di Mattia, appare per la prima volta nell’opera durante la gioventù del Pascal. Non ha problemi economici e nel paese ha diverse proprietà lasciate dal padre. Si innamora di Romilda e chiede al giovane Pascal di aiutarlo a conquistarla, vista la sua timidezza ed il carattere debole. Rimane deluso ed offeso quando capisce che l’amico, a forza di andare a trovare la ragazza se ne è innamorato, ma anche in seguito non dimostra mai apertamente il suo disprezzo. Anzi, è disposto ad aiutare Mattia quando cerca lavoro, gli offre del denaro ed è lui a trovargli il posto di bibliotecario. I n fondo è di indole buona ma risulta vittima degli altri, incapace di reagire.

Quando Mattia è creduto morto da tutto il paese di Miragno si sposa con la vedova Pascal e questo atteggiamento è visto da Mattia quasi un tradimento, soprattutto della moglie “vendutasi” a lui perché ricco, anche se in gioventù l’aveva disprezzato. La critica di Mattia fa nascere il dubbio Che Pomino non sia amata da Romilda, ma solo sfruttato per ottenere una vita agiata.

Alla vista di Mattia non sa proprio come reagire, non riuscendo a trovare una soluzione per evitare l’annullamento del suo matrimonio. E’ sollevato quando capisce che Mattia non vuole intromettersi nella sua nuova famiglia ma la sua felicità e la stabilità della sua condizione non è dovuta alle sue azioni: è una conseguenza delle scelte coraggiose di Mattia.

La storia di Mattia ha anche un importante e pessimistico retroscena: in soli due anni tutti gli abitanti di Miragno lo dimenticano, la famiglia non sembra disperarsi della sua morte e la moglie si risposa sostituendolo con uomo più ricco. Anche se la sua morte è stata una finta, Mattia ha perso tutto e non può sperare di riottenerlo. La nostra società dimentica presto, sostituisce e va avanti.

giovedì 10 marzo 2011

Greco - Approfondimenti Epigramma

Quasi tutti gli epigrammi greci a noi giunti sono raccolti in un'ampia silloge conosciuta con il nome di antologia palatina. Questa antologia, il cui compositore è ignoto, comprende circa 3700 componimenti, raggruppati per argomenti in 15 libri, e abbraccia l'opera di 300 poeti che vanno dal V sec a.C. alla tarda età bizantina, senza contare tutti gli epigrammi di autore sconosciuto. Circa 3 secoli dopo la palatina, un'atra raccolta venne curata dal monaco bizantino massimo Plaude, perciò detta antologia planudea. Questa comprende 388 epigrammi non presenti nella palatina di cui quindi ne viene considerata il completamento. Il processo di antologizzazione dell'epigramma greco risale però al III sec. a C., ma la prima raccolta di cui abbiamo notizia è quella curata nel I sec. a. C. dal poeta Meleagro intitolata Corona, dall' analogia che il poeta instaura nel proemio fra ciascun poeta e un fiore o una pianta. Una silloge con lo stesso titolo la compilò nel I sec. d. C Filippo di tessalonica. La più importante fu quella pubblicata nel VI sec. d. C. da Agatia col titolo di Ciclo, dove ogni poeta veniva assimilato ad una pietanza raffinata. Tutte queste raccolte confluirono in quella edita nel X sec. da Costantino Cefala, alla quale si rifece il compilatore anonima della palatina.

Storia - Appunti dalla Rivoluzione Russa alla crisi del '29

Nel 1914 lo zar nicola II scelse di entrare in guerra accanto alla francia e la serbia nonostante l'opposizione del popolo. Dopo tre anni ci furono enormi perdite di uomini e di mezzi e questo portò l'8 marzo del 1917 a una rivolta popolare a pietrogrado. Il 12 marzo si instaurò un governo provvisorio con a capo L'vov un socialdemocratico e ciò costrinse lo zar ad abdicare.LENIN: la situazine subì una svolta decisiva quando il capo bolscevico lenin nell'aprile del 1917 rientrò a pietrogrado. Lenin pubblicò le

TESI D'APRILE che miravano a trasformare la rivoluzione "borghese" di febbraio in rivoluzione proletaria e comunista. Vennero pubblicate sul PRAUDA(verità) e miravano alla nazionalizzazione delle banche e alla statalizzazione delle industrie. Allo slogan "tutto il potere ai soviet" lenin aggiunse "la terra ai contadini e la fabbrica agli operai". Tali tesi radicali lasciarono perplessi anche i collaboratori di lenin. Sosteneva inoltre la necessità il ritiro delle truppe russe dalla guerra perche egli la considerava una guerra imperialistica.

RIVOLUZIONE D'OTTOBRE:lenin approfittando della drammatica circostanza del governo provv. Decise di conquistare il potere nella notte fra il 6 e il 7 novembre(24 e 25 ott.) grazie alla guardia rossa che occupò il palazzo d'inverno. Il successo conseguito senza spargimento di sangue permise di sopprimere con la forza il governo kerenskij. Nacque cosi il consiglio dei commissari del popolo cn a capo lenin mentre Trotskij e stalin.

PACE DI BREST-LITOVSK: il 3 marzo 1918 ci fu la cessazione delle ostilità. La russia trattò cn germanie a austria cn la pace di BS e dovette cedere la polonia, la lituania, parte bielorussia, indipend finlandia e ucraina. Cn perdite sull agricoltura.

GUERRA CIVILE :lenin si trovò ad affronare una guerra civile interna (1918-1921) tra bianchi e rossi e le rispettive armate. Subito dopo la presa del potere negli anni della guerra civilelenin emanò una serie di provvedim. Che prendono il nome di:

COMUNISMO DI GUERRA:

-prevedeva confisca dei beni eccles. E appartenenti alla famiglia imperiale

-controllo forzato dell'agricol. E dell'indus

-razionamento e creazione di tessere per il cibo

-divieto di sciopero e introd. Del lavoro forzato

-soppressione della libertà d'opinione

-creazione di una polizia politica, la ceka

NEP: nel 1921 lenin decise di attenuare il controllo statale, provvedendo a una parziale restaurazione del libero commercio. Il nuovo indirizzo fu chiamato nep(nuova politica economica).

-fine delle requisizioni forzate sostituite dal un'imposta fissa in natura

-parziale liberalizzaz. Dell'attività industriale.

-repressione religiosa

-lotta all'analfabetismo

-educazione delle masse attraverso l'insegnamento marxista

-diffusione della letter. E delle arti

STALIN: collettivizzazione delle campagne(sterminio kulaki)

-ristrutturazione esercito e diffusione educazone scolast

-soppressione degli oppositori (grandi purghe)

Ricorso gulag come strumento di repressione e sfruttam forza lavoro

-monopolio dei mezzi iìdi inform e di propaganda

PIANI QUINQUENNALI avevano lo scopo di incrementare la produzione industriale. Il primo piano approvato nel 1929, sostituendo la nep. Favorì l'industria pesante, siderurgica ed elettrica. Nell'unione sovietica sorsero grandi città, collegate da comunicazioni ferroviarie e stradali.

LA CRISI DEL 29:agli inizie degli anni venti, mentre l'europa era alle prese con l'inflazione e cn gravi problemi politici e sociali, gli stati uniti si andavo affermando come stato guida del mondo capitalistico (wilson) in sostituzione della granbretagna. Salito al potere Harding ripristinò una politica isolazionistica e conservatrice. Ci fu uno sviluppo del mercato interno (liberismo), rigida difesa del prodotto nazionale e protezionismo. Viene coniato il termine boom economico. Gli usa per raggiunsero pente di estrema violenza xenofoba e razzista (ku klux klan)… due immigrati italiano Sacco e vanzettivennero accusati di comunismo nel 1927.Piano dawes: dawes studiò un famoso piano che prevedeva una serie di prestiti alla germania 1. Per evitare una rivolta bolscevica 2. Che li obbligava ad acquistare solo dagli americani

CAUSE DELLE CRISI: 1926-29 la produzione usa cresce e gli americani investono in borsa, saturazione del mercato e sovrapproduzione negli usa, 1929 crollo dei prezzi e chiusura delle fabbriche aumento della disoccupazione e crollo wall street.

Greco - Le polemiche retoriche e stilistiche d'età imperiale

Come sempre, è necessario presupporre una divisione tra i due principali indirizzi dell'eloquenza: asianesimo e atticismo. Egesia di Magnesia si occupo' di eloquenza e fu il fondatore della tendenza asiana. Venne a crearsi così, una tendenza all'insegna della magniloquenza, baroccheggiante, con un grande utilizzo di figure retoriche; questa tendenza ha due sottocorrenti:una più moderata e l'altra più radicale. In contrasto con questo tipo di oratoria ne sorse un'altra, il cosiddetto atticismo, all'insegna di uno stile più sobrio, asciutto, lineare, il cui modello era Lisia.
Questo movimento attecchì molto a Roma e in particolar modo in Cesare. I maggiori esponenti dell'atticismo furono: Dionisio di Alicarnasso e Cecilio di Calacte. Nel loro momento storico avvenne il passaggio dalla Repubblica al Principato così l'eloquenza come arte del foro venne a svilupparsi solo all'interno delle scuole; questi due scrittori promossero lo sviluppo dell'eloquanza nelle scuole. Dionisio ebbe in Demostene il suo modello: pieno di pathos,mentre Cecilio ebbe come modello Lisia. Questi autori composero dei manuali utili per la scuola.
In questa fase, gli scontri sulla retorica, la letteratura e la filosofia, riguardano l'educazione dei giovani e non più la vita della città. Nella letteratura si diffondono due indirizzi: quello apollodoreo e quello teodoreo: i primi seguivano Apollodoro di Pergamo che era peripatetico e analogista: interpretava la retorica come una scienza basata su leggi rigide e immutabili. Il suo alter ego e' Teodoro di Gadara: questi era anomalista e stoico e interpretava la retorica come un'arte dipendente dalle qualità soggettive dell'oratore.
Queste diverse opinioni hanno senso in quanto ci troviamo nel momento in cui a Roma governano i Flavi, ed in particolare Vespasiano, che fonda la scuola pubblica. Vespasiano crea, all'interno delle scuole, delle cattedre di eloquenza, una delle quali sarà in mano a Quintiliano.
Nell'ambito di queste polemiche letterarie e retoriche, possiamo inserire l'unico trattato di critica letteraria dell'antichita classica di cui non conosciamo l'autore: il trattato si intitola "L'anonimo Sul Sublime". Possiamo collocare questo trattato nel I sec d.C. ed i suoi contenuti trovarono coronamento nella Neosofistica.
Le caratteristiche che ci permettono di collocarlo in questo periodo storico sono: l'attualità della polemica e la decadenza della retorica e dell'oratoria pubblica. Questa polemica sarà sviluppata in Tacito nel "Dialogus de Oratoribus". Un altro elemento di collazione riguarda l'assonanza con Teodoro di Gadara. Il trattato espone le caratteristiche di un'opera letteraria attraverso dei confronti con opere precedenti, come quella Omero e la "Genesi". L'autore giunge a dire che cinque sono le fonti del sublime: due sono più importanti: l'elevatezza del pensiero e l'ardore del pathos; le altre tre sono la capacita' del servirsi delle figure retoriche, la nobiltà espressiva e l'ordine compositivo.
Questo trattato mostra una grande sensibilità estetica ed influì sul pensiero tedesco di Kant e Lessing; in Italia ha influito su Benedetto Croce.

Greco - Polibio

Scrive in greco xo' si occupa della storia di Roma. Matura un'esperienza politica ke gli permette di far vita ad una storia pragmatica. Nasce a Megalopoli in Arcadia tra il 205 e il 203 a.C. da una famiglia importante del luogo ke vantava tradizioni politike. Si forma una vasta esperienza soprattutto x le questioni strategiche e la tattica militare. In Gracia c'era la lega achea,alla quale aderì Polibio,ke vlv opporsi prima all'ingerenza macedone e poi al dominio romano;in questo lega ci sn xo' due partiti uno filoromano e l'altro più cauto ke vlv aspettare ke terminasse il conflitto tra la Macedonia e Roma. Lucio Emilio Paolo generale romano nel 168 a.C. sconfisse la Macedonia molti greci furono fatti ostaggi e tra questi c'era Polibio. In questo periodo prese piede la famiglia degli Scipioni a cui era legato Lucio Emilio Paolo. Il primo circolo in ambiente romano fu quello degli scipioni nel quale Polibio(e anke Panezio) fu animatore e ke naturalmente porto' la cultura ellenica nel mondo latino. Polibio ritorno' in Grecia sl saltuariamente xke comincio' ad accompagnare il suo amico Scipione nei suoi viaggi. Polibio volle addirittura ripercorrere il passaggio delle Alpi di Annibale. Polibio assistette alla distruzione di Cartagine del 146 a.C. e nello stesso anno alla distruzione di Corinto,quando la Grecia diventa provincia di Roma e Polibio diventa mediando riducendo le dure condizioni da pagare riguadagnadosi la riconoscenza dei connazionali. Assistette a Roma alla guerra dei gracchi. Mori' intorno al 124 a.C. L'opera principale di Polibio si kiama Storiae ed in 40 libri così suddivisi. Nei primi due libri c'è un sorta di esposizione preliminare a tutti i fatti ke narrerà. Si kiama questa esposizione Prokateskeue. Lui si propone di narrare i fatti ke vanno dalla prima guerra punica fino al 220 in modo da riallacciarsi alla narrazione di Timeo di Taormina (storico siciliano). Polibio si propone di fare un'indagine globale dei fatti accaduti nn sl a Roma e in Grecia ma in tutto il mondo allora conosciuto e definisce la sua opera un racconta della storia universale. I libri dal 3 al 5 comprendono le vicende della seconda guerra punica fino alla sconfitta di Canne. Il sesto libro e' una sorta di pausa nella narrazione in cui analizza la costituzione romana. I libri dal 7 all'11 ci raccontano le vicende fino al 146 a.C. Il libro 12 e' un'altra pausa nella narrazione e costituisce l'analisi critica dell'opera di Timeo. Dal 13 libro fino al 40 la narrazione non subiva più interruzioni così come succedeva negli altri;xo nel 24 libro c'è una sorta di digressione geografica. Il 40 e' una sorta di riepilogo di quello ke ha raccontato cn un quadro cronologico. I filologi e i critici dibattono sulle modalità in cui sia stata composta l'opera;c'è ki parla di tre fasi xke a mani a mano ke rima assoggetteva nuovi popoli l'opera veniva modificata. Egli vuole sottolineare l'ascesa e l'affermazione fulminea di Roma avvenuta in 53 anni(collegamento cn Il 13 canto del paradiso di Giustiniano). Questa esaltante ascesa di Roma viene resa più forte xke paragonata alla breva durata del dominio macedone e alla fragilità dell'Impero persiano. Linguaggio di Polibio E' quello della koinè dialektos,linguaggio tecnico e monotono della cancelleria,e' il linguaggio della burocrazia;nn vuole essere l'artefice della parola ma l'interprete dei fatti. Dalle storie polibiane si racavavano dei riassunti( epitomi). Caratteristiche della storiografia Il suo centro di interesse e' Roma;si rende conto che il mondoe' cambiato xke l'innaristabile avanzata delle armi di Roma ha fatto in modo che il mondo alllora conosciuto avesse un nuovo assetto. Roma con le sue armi ha unificato il mondo. Polibio dice ke se prima le vicende storiche erano slegate tra loro adesso grazie all'opera unificatrice di Roma sono interdipendenti. Egli vuole ke venga rinnovata la concezione storiografica ke deve tendere all'universalita' e nn al particolare. Polibio si differenzia dalla storiografia ellenistica ke ruotava intorno ad Alessandro Magno xke egli rifiuta il pathos,gli effetti drammatici,gli artifici retorici e basa la sua analisi sulla realtà oggettiva attraverso un linguaggio nudo e scarno. Nel libro XII espone i principi del suo metodo storiografico:1)analisi attenta del materiale a sua disposizione;2)esposizione chiara e lineare senza fronzoli retorici;3)indagine sulle cause immediate e remote degli avvenimenti.un metodo definito dallo stesso Polibio pragmatico. Polibio per condurre questa analisi oggettiva si serve di altri elementi:studio e critica delle fonti;conoscenza diretta dei luoghi;esperienza politica infatti faceva parte della lega achea.il suo metodo deve mirare alla verità e la storia deve avere un fine didascalico xke la conoscenza di ciò ke e' già accaduto rende più solide e fondate le previsioni per il futuro. A Polibio nn interessa la psicologia umana ke invece era stata oggetto di studio in Tucidide. A Polibio stanno a cuore l'analisi della natura dello stato e delle istituzioni.

Greco - Storiografia d'età ellenistica

Gli storiografi descrivono alessandro magno e le sue imprese infatti distinguiamo gli storici di Alessandro ke sn Callistene Onesicrito Nearco Tolomeo Lagide Aristobulo. Gli storici dei diadoki ke sn Ieronimo Duride Filarco Timeo. Scrittori di monografie,cronache e mitografie. Questi scrittori prediligono gli aspetti aneddotici e descrittivi. Nelle loro opere inseriscono effetti patetici e drammatici ke derivano dall'oratoria e dal teatro tragico. Questi storiografi scrivono quasi dei romanzi in cui pravale la fantasia. Le caratteristike di queste opere:si da ampio risalto alla figura del protagonista cn la descrizione delle gesta civili e militari;interesse geografico ed etnografico;scrissero alla fine delle biografie e influenzeranno la storiografia Latina.Di Alessandro diedero un ritratto mostrandolo dal carattere assai complesso in cui coesistevano bontà e durezza,egocentrismo e altruismo,ferreo dominio di se e passioni incontrollabili,generosità estrema ed estrema crudeltà.una kiave di lettura sicuramente nn obiettiva ma sicuramente diedero un ritratto molto affascinate di Alessandro Magno.

Latino - Apuleio

Vive nell'eta' degli Antonini. Tendenza arcaizzante,il maggior esponente e' Frontone. Nascita dei poetae novelli ke si rifanno ai poetae novi. Ci sn grandi cambiamenti in quest'epoca tra cui la lingua Latina ke inizia a prevalere sulla greca; tendenza neosofistica dv i maggiori letterati si recavano nelle varie province romane a fare i loro discorsi e guadagnare. In quest'epoca i letterati venivano dalle province in particolar modo dall'Africa. Vita Vive nel II sec. d.C. nell'eta' degli antonini. Rispetto ai sofisti del V sec. a.C., la neosofistica si sofferma sulla capacita' oratoria. Personalità più importante del II sec. d.C. Nasce a Madauro intorno al 120/125 d.C. Studio' a Cartagine e si reco' poi ad Atene per perfezionare la sua istruzione. Fu conferenziere infatti veniva pagato per la composizione di discorsi in ricorrenza di eventi importanti ke determinano la sua fama. Sua capacita' importante e' l'improvvisazione sia in greco ke in latino. Fu anke a Roma infatti godeva di fama e prestigio anke presso la corte imperiale dv servivano retori di esperienza capaci di sponsorizzare l'operato dell'imperatore (poi ci sara' la figura del panegirista). Evento importante sulla sua vita e' un viaggio di Apuleio durante il quale si ferma nell'odierna Tripoli dv viene ospitato in casa di un suo amico studente Ponziamo;qui si sposa cn Pudentilla (madre di Podenziano);Podenziano muore e i parenti di Pudentilla accusano Apuleio di aver sedotto tramite magia Pudentilla x incamerare le ricchezze. Il processo fu celebrato a Sabatra;il processo fu vinto da Apuleio ke compose una orazione giudiziaria dv viene mostrata la sua abilità oratorie. Dopo il processo egli continuo' ad ottenere grandi successi. Mori' nel tra il 180/190 d.C. Opere più importanti Apologia o De Magia Sarebbe l'orazione giudiziaria:qui dopo aver tratteggiato il suo autoritratto morale molto positivo in contrapposizione all'amoralita' dei parenti di Pudentilla ke lo accusavano di usare oggetti strani,si definisce incorrotto e ricco. Dice di nn far uso della magia comune,ma la magia di cui e' accusato sarebbe la capacita' di essere mediatore tra la divinità e l'uomo(riprendendo la filosofia platonica infatti ci troviamo nel II sec in cui c'è un forte neoplatismo diffuso da Plotino con una rielaborazione e attenzione agli aspetti misticheggianti). Il mago di Apuleio e' il filosofo capace di tradurre agli uomini il volere della divinità. E' una sorta di summa dv sfoggia tutta la sua cultura;vengono citati Aristotele e Platone,ci svela i veri nomi delle donne amate dai poeti da Catullo in poi. Il modello nella stesura dell'orazione e' il Cicerone della "Pro Cielo" x la varietà dei toni. Di Apuleio ricordiamo un'antologia ke raccoglie gli estratti di 23 delle sue conferenze ke ci fanno vedere l'abilità tecnica e l'erudizione. Questa antologia si kiama "Florida".
De dei Socratis=la coscienza ke lo indirizzava nelle sue scelte. Con Apuleio abbiamo avuto la divulgazione del pensiero platonico in occidente nei secoli del Medioevo. Apuleio scrisse una traduzione di un'operetta kiamata "de mundo" aristotelica o pseudoaristotelica.
Se fino al XVI sec era famoso x essere divulatore del pensiero platonico,il suo pensieo e' legato alla sua opera.
"Metamorfosi" o "Asino d'oro"
Romanzo in 11 libri. Il suo scritto somiglia ad un'operetta greca kiamata "Lucio"o "L'Asino" scritta da Luciano di Samotasa. Le due opere hanno tenuto presente il romanzo andato perduto di un certo Lucio di Patre. Rispetto alle Metamorfosi l'opera di Luciano e' inferiore xke elementare nello svolgimenti dei fatti e ha poki pregi stilistici. Nell'incipit del romanzo Apuleio si richiama alle fabule milesie (carattere leggero ed erotico che intrattenevano il lettore);sicuramente uno dei generi presenti e' quello della novellistica milesia,vedremo pero' ke il signicato del romanzo e' simbolico. Le avventure in questione sn narrate dallo stesso protagonista ke si kiama Lucio. Si parla di un viaggio di Lucio a Ipata (città) della (Tessaglia); emerge il tema tipico del romanzo ke e' il viaggio;e il luogo indica il tema della magia dv Lucio vuole sperimentare le arti della magia. Viene ospitato da un suo amico la cui moglie e' maga. Ha una relazione cn una serva attraverso la quale ottiene di provare le arti magiche della signora. Viene fatto l'incantesimo ke viene fallito e Lucio verra' trasformato in asino e nn in uccello come voleva a sarebbe potuto tornare uomo sl mangiando rose. Così iniziano le venture di Lucio da asino e cade in mano ad una banda di briganti. E' portato in una grotta dv incontra una vekkietta(ke ha prigioniera una bambina) ke narra la fabula di Amore e Psyche. Questa fabula va dalla fine del IV libro all'inizio del VI. Trama della fabula: in una città immaginaria abitavano un re e una regina e tre figlie. Una delle tra figlie di nome Psyche ke era di tale bellezza da gareggiare cn la dea Venere la quale si ingelosisce. Il padre viene costretto da Venere ad abbandonare Psyche xke diventa preda di un terribile drago;xo' Amore(figlio di Venere) si innamora della fanciulla ke viene portata in un palazzo incantato e la va a visistare sl di notte e le impone l'obbligo di nn guardarlo mai. La fanciulla sentitasi sl ottiene di far venire le sue sorelle ke la istigano a vedere Amore. Psyche mentre Amore dormiveglia alza il velo e la guarda.
Nella conclusione del romanzo c'è il suggello autobiografico xke a Lucio appare in sogno il Dio Osiride ke gli profetizza ke si recherà da lui un abitante di Madauro ke sarebbe lo stesso Apuleio x ricevere l'iniziazione.
La struttura del romanzo
Possiamo suddividere la struttura del romanzi in 3 sezioni narrattiva:dal 1 al 3 campeggia il tema della magia;dal 4 al 10 prevale una struttura assai libera definita paratattica(mettere gli
eventi uno dopo l'altro senza un nesso),in questa sezione nn c'è rigore logico volendo manifestare l'arbitrarieta ' e la confusione ke domina nel mondo;la 3 sezione e' l' XI e riguarda l'iniziazione al mistero di Iside e Osiride. Per l'iniziazione servivano 11 libri infatti le scelte di Apuleio sn religiose e simboliche. Il significato del romanzo e' l'istinto ke porta Lucio a cadere in servili passioni(puriositas),e' caduto in balia dei piaceri e x questo trasformato nell'animale peggiore simbolo d'ignoranza ma la fortuna lo trasforma in uomo. La cosa certa e' ke il romanzo e' ricco di implicazione letterarie ,filosofiche e religiose. L'autore si impone due scopi:vuole divertire il lettore e poi vuole dare un messaggio edificante e mostrare qualkosa dare un messaggio edificante morale,infatti vuole dimostrare ke il protagonista attraverso le disavventure può riscattarsi dalla caduta nella colpa. Il giudizio ke egli da sulla magia e' negativo xke provoca quella trasformazione in asino ke e' l'emblema della degradazione dell'uomo. La salvezza viene data dalla Divinita', la razionalita' lascia il campo al misticismo.
Lingua e stile di Apuleio.
E' difficile immaginare una scrittura più artefatta di quella apuleiana:lo scrittore,grazie al suo ingegno brillantissimo,supera sia le correnti arcaizzanti sia lo stile fiorito,elaborato e ornato delle scuole di retorica. Il sermo cotolidianus e' accolto,ma sempre filtrato attraverso la cultura letteraria dell'autore,ke si ricollega alla tradizione della commedia(Plauto e Terenzio verso cui lo indirizza anke il gusto arcaizzante dei suoi tempo) e della satira. Numerosissime sono le allusioni e le reminiscenze poetiche talora sfruttate in senso parodistico. Questo stile artificioso e composito si avvale di un lessico estremamente vario:arcaismi,neologismi,parole rare,espressioni ricercate,colloquialismi e volgarismi. Spiccatissimo e' il colorito poetico ottenuto mediante poetismi,metafore,similitudini,perifrasi,epiteti esornativi. Ampia la presenza dei diminuitivi,ke derivano sia dall'uso del linguaggio familare e affettivo siadall'imitazione dei poeti neoterici e di Catullo. In questa prosa così costruita e artisticamente elaborata grande rilievo assumono le figure di suono(anafore,allitterazioni,omoteleuti,rime,assonanze)e le clausole,ossia le cadenze armoniose con cui si concludono frasi e periodi. Notevole e ' in Apuleio la tendenza ai gioki di parole.

Latino - Giovenale

Le prime 7 sn di contenuto aggressivo.la 7 satira parla delle professioni liberali mal retribuite costretti a vivere in ristrettezza economica.il secondo giovenale torna alla tradizione diatribica,che trattava tematike moraleggianti ma in maniera pacata.rinuncia al pessimismo integrale.il tema predominante e' quello della virtù.gli unici veri beni si ciascuno sn i beni interiori.prende in giro in queste satire gli sciokki e gli illusi. A quell'indignazione forte delle prime satire sostituisce l'ironia. Contenuti delle satire L'8 satira esalta la virtù;considera "somma empietà preferire la vita all'onore e x l'amore della vita perdere le ragioni di vivere". 11satira e' sul giusto mezzo(metriotes) e si ricollega ad Orazio. 12 satira sui "Cacciatori di eredita'" Collegamento con petronio nel satyricon. 14 satira "rapporto tra genitori e figli" Al funciullo si deve il massimo rispetto Collegamento con Quintiliano nell'Istitutio Oratoria". Lo stile Giovenale rispekkia in pieno le tendenze ke imperversano nell'eta' imperiale.Avendo in mano gli strumenti della retorica deforma in maniera Espressionistica la realtà.innalza costantemente il tono e rifiuta il linguaggio quotidiano.si serve del linguaggio tragico,epico,oratorio.ha uno stile elaborato.prende da seneca l'uso delle aententiae.il suo lessico e' pieno di temi colloquiali volgarismi grecismi termini infantile termini colti.egli passa come dante dal un registro linguistico all'altro e viene definito plurilinguista.

Latino - Marziale "Epigrammista"

L'epigramma e' il genere letterario più fecondo xke accompagna tutto l'arco di svolgimento della lett. Greca e Latina.questo componimento si basa sulla brevitas e questi componimenti venivano composti x ogni tipo di circostanza della vita quotidiana.il 1 epigramma greco e' di tipo funebre scritto da Semonide x i caduti alle Termopili.l'epoca in cui si ha la codificazione dell'epigramma e' quella ellenistica in cui si sviluppano addirittura scuole ellenistike.nel mondo latino Marziale e' il più grande epigrammista.Marziale vive nel periodo dei Flavi ed e' contemporaneo di Giovenale.epigrammi erano già stati scritti da Catullo ispiratore di Marziale. Nel mondo latino ebbe la sua massima fioritura nell'eta' imperiale. Vita Nasce a Bilbilis in Spagna ma visse a Roma.fu poeta epigrammista e cliens e infatti si lamenta come Giovenale di nn fare mezzi economici sufficienti.tornato in Spagna il viaggio gli fu finanziato da Plinio Giovane.e' la vita di Roma ke ispira gli epigrammi di Roma infatti tornato in Spagna nn ha piu' mezI d'ispirazione. Ha scritto 15 libri di epigrammi:un liber de spectaculis(epigrammi brevi x l'inaguarazione dell'anditeatro Flavio o Colosseo);2 e 3 Xenia e Apoforeta(2 raccolte scritte in ricorrenza dei Saturnali);i 12 maggiori sn gli epigrammata i più importanti. L'epigramma viene considerato un genere basso;viene visto come un genere di consumo infatti e' rivolto ad un grande pubblico e poi sappiamo ke terminava cn una battuta ad effetto.Marziale nei suoi epigrammi ci tiene a esprimere i punti della sua poetica. "pagina nostra hominem sapit"="la nostra pagina sa di uomo" ed e' incentrato sull'uomo e sull quotidianeita'.come Persio e Giovenale contrappone la vita quotidiana alla mitologia.c'è un primo elemento di contatto cn la satira.la realtà e' identificata cn i costumi degli uomini.il suo intento e' quello di divertire nn di correggere e quindi riempie i suoi epigrammi di arguzia.negli epigrammi nn esclude la volgarità ke pero' mira al divertimento.i suoi epigrammi vengono intesi come lusus=puro divertimento.rifiuta l'attacco personale;egli vuole dare uno spaccato della vita quotidiana.dice:"parcere persones dicere de vitiis".nei suoi componimenti rivendica una licenziosa skiettezza di parole e rivendica il diritto di parlare kiaro. Il liber de spectaculis comprende 30 carmi composti x l'inagurazione dell'anfiteatro Flavio;comprende epigrammi incentrati sul gioko del circo.in più in questo liber de spectaculis troviamo le adulazioni degli imperatori. Senia e Apoforete nn sn altro ke dei biglietti x accompagnare i regali ke i romani si scambiavano durante i saturnali e sn brevi e scritti in distici elegiaci.questi componimenti sn lo skedario da cui egli attinge x i suoi epigrammi maggiori. Epigrammi maggiori:penetra tutta la tradizione precedente in cui c'erano epigrammi di ogni genere.l'autore ke influenza di più Marziale e' Catullo xke nel canzoniere catulliano troviamo tanti epigrammi aggressivi.da Catullo riprende anke la varietà dei metri.il metro x eccellenza dell'epigramma e' il distico elegiaco.troviamo anke il falecio i trimetri giambici e tanti altri.inoltre Marziale come gli epigrammisti greci condensa gli effetti di comicità alla fine.la maggior parte degli epigrammi di Marziale ha una struttura bipartita:l'epigramma e' strutturato con un elenco di ciò ke si narra ke funge da attesa x la battuta finale. Temi degli epigrammi:insistenza sugli aspetti più grossolani e sordidi della vita quotidiana=tipi umani bassi triviali cn tono mordace;temi sessuali=lesbia nn e' solita a fare l'amore gratis;tema dell'adulazione,della clientela;carmi celebrativo-encomiastici;carmi funerari;riflessione personale;argomenti letterari. Contrapposizione tra la vita semplice di campagna contrapposta alla vita dispendiosa e impegnata della città. La lingua:presenta svariati registri.in marziale un livello più alto ke compare negli epigrammi encomiastici invece un livello più basso negli altri epigrammi.lessico di marziale e' un insieme di termini colloquiali grecismi volgarismi termini tecnici voci infantili,xo sa rielaborare il tutto anke quando e' troppo triviale.

Latino - Petronio Arbitro (Iniziatore del romanzo)

Il romanzo si sviluppa a Roma sotto Nerone;1 romanzo e' il satyricon scritto da Petronio.una serie di codici ci ha tramandato degli estratti di un'opera narrativa mista di prosa e versi attribuita a Petronio Arbitro.ki sia questo Petronio Arbitro ha fatto nascere un dibattito critico x sapere ki fosse Petronio.Abbiamo 2 passi tratti dagli Annales di Tacito capitolo 18&19 del 16esimo libro in cui ci parla di questo Petronio ke si e' soliti identificare cn Petronio appunto.fu uno dei personaggi molto vicini al princeps.Petronio tipo eccentrico e anticonformista e trascorreva il giorno dormendo e la notte dedicandosi ai piaceri e alle occupazioni.questo aveva ottenuto fama x la sua indolenza gli altri invece x l'occupazioni.era considerato un gaudente raffinato e nn una scialacquatore.fu console e proconsole in Bitinia e si dimostro' capace.fu considerato da Nerone come maestro di buon gusto(arbiter elengatiae);questa grande considerazione fece nascere l'invidia di Tigellino ke lo accuso' di far parte della congiura dei Pisoni e fu condannato a morte.Petronio invece ke ricercare una morte gloriosa mori' esattamente così come visse immenso ai piaceri.nn sopporto' di vivere tra speranza e timore si suicido' lentamente facendosi tagliare le vene e poi ricucire fino alla morte mentre parlava a banketto di cose frivole e mori' addormentandosi. Ebbe il coraggio di stendere una lista dei delitti delle perversioni di Nerone e ci mise il suo timbro. Di Petronio abbiamo 2 ritratti di Tacito xo nn si sa se egli fu lo stesso ke scrisse il Satyricon.infatti quest'opera fini a poko tempo fa venire attribuito al II sec a.C. Motivi x i quali viene riconosciuto come scritto del I sec d.C.:1)in alcuni passi del Satyricon vengono citati nomi di cantanti,attori e gladiatori celebri ai tempo di Nerone;2)nell'opera c'è un personaggio ke polemizza cn l'epos di Lucano e infatti questo personaggio contrappone al bellum civile un suo epos ke ha le caratteristike opposte a quelle di Lucano e si kiama Eumolpo;3)nel satyricon c'è un altro passo poetico ke si kiama Troiae Halosis ke mira a fare la parodia dell'opera sull'opera di Nerone. Nel Satyricon ci sn molte somiglianze cn L'Apokolokuntosis,inoltre fa molte parodie sui temi e lo stile di Seneca filosofo.Nel satyricon si parla di temi culturali tipo il tema di decandenza dell'oratoria;tutti questi motivi ci portano al discorso culturale ai tempi di Nerone. Il motivo più importante ke faceva inserirlo nel II sec era linguistico xke il satyricon e' stracolmo di volgarismi lessicali morfologici e sintattici ke si trovano in testi successivi all'età neroniana;i volgarismi sn parole ke anticipano l'italiano e quindi la lingua parlata dal popolo.un costretto tipico del volgare ke si trova nel satyricon si trova già la dichiarativa(quod+ indicativo).tra tutte le parole petronio sceglie i termini più colloquiali xke ci da uno spaccato della Roma dell'epoca a tutti i ceti sociali.petronio raggiunge il realismo. Contenuto del Satyricon Ci e' giunto in modo frammentario del libro 15/16 ke gli studiosi riordinano in 141 capitolo.la vicenda e' narrata da un giovane ke si kiama Encolpio ke rievoca le avventure di un lungo viaggio fatto cn un giovinetto Gitone.all'inizio troviamo Encolpio ke discute cn Agamennone un retore e parlano sulla decadenza dell'eloquenza.Quest'Agamennone fa una declamazione sull'eloquenza in versi.Encolpio poi torna alla locanda dv c'era Gitone e trovano un altro ragazzo ke gli e' rivale nell'amore x Gitone.i tre vivono un sacco di avventure in una città greca(Napoli o poozzuoli).una donna sacerdotessa del dio Priapo lo accusa di aver violato i miesteri del dio e devono prendere ad una tremenda orgia dv vengono seviziati in ogni modo.inizia poi la parte più importante la cena Trimalkionis(ripresa dalla 4 satira di Orazio) allestita da un un liberto arrikkito e' una continua presa in giro sulla pakkianeita' dell'ambiente;la cena dura 51 capitolo.dopo la cena Encolpio incontra Eumolpio,un letterato il quale fa un poemetto sulla presa di Troia.Giungono a Crotone dv Eumolco si finge un rikko senza figli in fin di vita.i crotonesi si fanno ospitali pensando ke gli avrebbe lasciato i suoi averi.e' presente il tema della magia in un altro episodio. Satyricon La questione del genere letterario Fusione di generi letterari e parodie. Satyricon significa libro di cose satirike derivante dal greco sottindentendo la parola biblios.ancora il genere romanzesco nn aveva preso molto piede.il romanzo nasce in eta' ellenistica ed era basato sulle peripezie di un amore.il satyricon si basa sulla parodia dell'odissea poike c'è il tema del viaggio;parodia del romanzo ellenistico poike ci parla dell'amore travagliata cn la differenza ke nel satyricon troviamo un amore omosessuale.abbiamo poi abbiamo riferimenti alla satira menippea xke mista di vari generi.Satira menippea già famosa ai tempi della Repubblica.tra gli altri generi abbiamo anke la satira di Orazio infatti la cena Trimalkionis e' un ripresa dell'ottava satira del secondo libro di un certo Nasidieno.ripresa del mimo(scenette rappresentate a teatro sulla vita quotidiana);si diffonde la novellistica di Lesia molto ammirato dalle classi nobiliari:novelle create da Aristide di Mileto nel a II sec a.C. e avevano uno sfondo erotico e nel romanzo satirico c'è ne sn 5.la più famosa e' quella della matrona di Efeso ke racconta di una donna rimasta vedova la quale si da kiudere insieme al cadavere del marito in una sorta di spelonca xke vuole lasciarsi morire di fame;ad un certo punto viene seppellito in una grotta limitrofa il corpo di un ladrone custodito da un soldato;soldato e matrona si conoscono e si innamorano;il corpo del ladrone viene abbandonato e trafugato dai suoi familiari e il soldato sarebbe stato ucciso.la donna allora escogita di mettere il corpo del marito al posto di quello del ladrone.petronio vuole esaltare la leggerezza delle donne.il satyricon e' una letteratura di intrattenimento ke rakkiude questi generi di consumo.sikkome nn c'è un genere ke prevale sull'altro e' raffinatissimo pastiche.a riunificare il tutto c'è il gusto dell'autore.inoltre nn dimentikiamo ke petronio rivolge il satyricon ad un pubblico colto.nell'opera c'è anke la parodia dell'amore elegiaco,amore x una donna. Petronio si diverte descrivendo quel mondo di studenti squattrinati come Engolpio,di intellettuali falliti come Eumolpio di amanti opportunisti opportunisti e capricciosi come Gitone di nuovi rikki ke tendono di coprire le loro origini:xo' nei confronti di questo mondo vivacissimo l'autore mantiene un'atteggiamento di superiore e signorile distacco,senza coinvolgimento in modo ironico e disincantato.il satyricon e' un capolavoro di comicità:in esso il comico si manifesta in tutte le sue forme:dall'umorismo raffinato e sottile alla battuta oscena.e' quindi naturale ke i personaggi e gli ambienti siano quelli dei ceti sociali più bassi:nelle letterature antike la materia su cui si esercita il comico e' la vita quotidiana della gente comune grottescamente deformata. Egli distingue tre tipi di cause:aitia(la vera causa);profasis(causa apparente);arke(inizio dell'evento). Polonio accanto al vaglio critico delle fonti accosta quella ke e' la sua esperienza diretta di politico,viaggiatore,soldato. lui si serve sia di fonti greche ke romane:tra quelle greche ricordiamo Eforo. Ricordiamo il sesto libro ke si basa sull'analisi della costituzione romana. Elabora due teorie di interpretazione:1)sviluppo degli stati(anakuklosis=evoluzione ciclica)polibio crede ke inevitabile sia la dissoluzione degli stati;uno stato una volta ke ha finito il suo ciclo vendi in senso un germe di corruzione e degenerazione insito in qualsiasi forma di governo e' destinato a perire;un ciclo consiste nell'avvicindamento delle forme di governo;ciclo vitale delle forme di governo:monarchia-tirannide;aristocrazia-oligarchia;democrazia-demagogia.raggiunto il suo punto più basso il governo inizia di nuovo dalla monarchia.2)Costituzione mista propria della società di Roma dove i 3 poteri principali monarchia aristocrazia e democrazia sn presenti ai quali corrispondono i consoli, il senato e u comizi popolari. E' vero ke il governo romano e' il più solido di tutti ma e' destinato a morire.

Latino (Greco) - L'epigramma

Genere fiorente dall'età arcaica fino alla tarda eta' imperiale quindi accompagna sia la lett. Latina ke quella Greca.l'epoca ellenistico va aspettata x avere una codificazione di questo genere.e' un componimento poetico x questo rientra nella poetica di eta' ellenistica. Caratteristiche salienti dell'epigramma: Brevita':il poeta in poki versi esprime contenuti di vario tipo;tipo il proprio stato d'animo,descrizione di oggetti animali personaggi e quant'altro. Labor limae:estrema rielaborazione formale e perfezione stilistica; Erudizione xke il poeta allude alla poesia precedente tipo Omero, gli elegiaci facendo allusioni a muti poco conosciuti; Introduzione della punta o aprosdoketon ke sarebbe la battuta finale ke doveva suscitare scalpore riflessione ammirazione e riso nel pubblico. Distinguiamo varie scuole di epigrammisti:scuola dorico-peloponnesiaca ke prediligeva la composizione di epigrammi votivo-funerario.la scuola ionico-alessandrina ke prediligeva epigrammi di carattere erotico e simposiale.la scuola fenicia ke riempi' gli epigrammi di un languore tutto orientale. Le antologie di epigrammi Si diffusero dal V sec. a.C.;la più antica e' quella raccolta dal massimo esponente della scuola fenicia Meleagro di Gadara il quale nel 70 a.C. raccolse una silloge di componimenti suoi e di altri 48 poeti kiamando questo Stefanos=Ghirlanda xke c'è un'analogia tra ciascun poeta e un fiore.Nel 40 a.C. sorae un'altra raccolta,quella di Filippo di Tessalonica:i poeti sn disposti in ordine alfabetico.Quella di Agatia composta nel VI sec. d.C.;la più importante dobbiamo aspettare l'età bizantina nel 900 d.C. ad opera di Costantino Cefala arcivescovo di Bisanzio.da questa antologia fu ricavato un codice conservato nella biblioteca di Hedeilberg xke da questo codice nascerà la raccolta di epigrammi ke abbiamo la così detta "antologia palatina";essa e' divisa in 15 libri contenenti 3700 epigrammi.a questi 15 libri e' aggiunto un 16esimo libro la così detta Appendix Planudea ke contiene 288 epigrammi ke nn ci sn nella palatina. Varie tipologie di epigramma Epigrammi di tipo epidittico:ke devono dimostrare qualkosa,x esempio la veridicità di un modo di pensare o un tema morale. Gli epigrammi funerari:varia a seconda se viene dedicato ad un bambino o a un adulto ad un ricco o meno in basa a seconda del personaggio;quelli più teneri sn x i bambino morti anzitempo.troviamo anke epigrammi x gli animaletti morti. Epigrammi votivi su cui c'è la descrizione di oggetti ke vengono dati alle divinità.epigrammi di tipo erotico-simposiale sia etero ke omosessuali e quello simposiale xke si celebrano nel simposio, e' presente il tema della giovinezza.riprende il tema del carpe diem.il tema della mela.tema della rosa ripreso da Pirandello. Epigrammi scommatic:epigrammi più ironici ke prendono in giro.Questi epigrammi vengono ripresi nel mondo latino da Marziale e Lucillio vissuto nell'eta' Neroniana. Gli scrittori di epigrammi Scuola dorico-peloponnesiaca Prediligeva tematike funerarie ma anke molto attenti alla natura.Esponenti:Anite di Tegea in Arcadia;Nosside di Locri;Leonida di Taranto.il primo nei suoi epigrammi predilige toni intensi e patetici e toni epico ke le hanno procurato l'epiteto di Omero al femminile.i suoi epigrammi più belli sn quelli in cui si sofferma a parlare della natura gli animali.Nosside e' famosa xke nei suoi epigrammi celebra l'amore come aveva fatto Saffo infatti viene detta la Saffo dell'epigramma;famoso l'epigramma "Niente più dolce d'amore;ogni splendore vi e' secondo perfino il miele sputo dalla bocca.questo afferma Nosside:ki Cipride nn ha baciato nn sa quali fiori siano le sue rose".Cipride=appellativo di Venere. Leonida di Taranto,esponente maggio;fu esule e condusse una vita raminga,era di modesta condizione e scrive per personaggi del suo stesso ceto.al centro dei suoi epigrammi vi e' l'uomo.lui si sofferma sulla brevità e fugacità dell'esistenza e nn rifuggi' da meditazioni sulla morte.emerge il gusto x l'orrido e il macabro.X lui la vita umana e' un punto o qualkosa più meskino di un punto;gli uomini vengono considerati ammassi d'ossa.Leonida fu un modello x Catullo,Orazio,Properzio,Ovidio;a Pompei lo amarono tantissimo. Scuola ionico-alessandrina Questi epigrammisti si jnteressarono di tematike amorose e simposiake ma variando in tutti i modi possibili all'insegna della varietas.Tra gli esponenti di questa scuola troviamo Asclepiade e Posidippo.maggiore esponene Asclepiade di Samo contemporaneo di Callimaco.amore visto come un lusus e quindi trattato in modo elegiaco.temi:fugacità della bellezza,gioventù,morte incombente;egli invita a vivere momento x momento.temi letterari:paraclausiteron(serenata ai kiavistelli ke troviamo in teocrito);riferimenti eruditi e variatio conclude cn fulmen in cauda.varie donne amate. Scuola fenicia:Meleagro di Gadara"atene della Siria"(Palestina) il più importante;kiaro esempio di cosmopolitismo xke più volte nei suoi epigrammi si vanta di essere poliglotta conosceva infatti greco siriaco e fenicio;in un epigramma dice il mondo e' la nostra patria riferimento a Seneca.simpatizzo' x la filofia cinica infatti il suo conterraneo e' Menippo di Gadara inventore della satira menippea ke aderì alla filofia cinica.egli e' inventore dello Stafanos(ghirlanda).predilige nei suoi epigrammi l'amore e lo trasfonde di un languore orientale.nn lo vede come sentimento totalizzante ma come gioia dell'esistenza.celebra il simposio e l'invito a bere.celebra 2 donne:Eleodore e Zenofila. Epigramma cristiano : ricordiamo Pallada di alessandria i cui epigrammi sn tetri e sconsolati;Paolo Silenziano e Agatia autori di un'antologia epigramma pessimistico.